Saturday, October 3, 2009

Chicago Therapy


Lo scorso venerdi' all'alba delle 5 del mattino, passando dal mio quartiere avreste sicuramente notato due figure sospette trascinare piccole valigie ed infilarle nel bagagliaio della mitica mini blu con aria quasi furtiva. Non vi preoccupate, eravamo semplicemente io e la mia amica Lisa che partivamo per Chicago. Ebbene si, lo scorso fine settimana mi sono presa una mini vacanza e lasciate le nane alle amorevoli cure di John Smith, me la sono svignata. Lisa e' un'artista che ho conosciuto 15 anni fa a NY e che ora vive nel mio appartamento di Roma. Ha passato 6 anni a Chicago dove ha lavorato come volontaria in un ospedale pediatrico attraverso un'associazione che si chiama Snow City Arts. Siamo state all'ospedale per vedere il lavoro che aveva fatto con i bimbi e conoscere il fondatore dell'associazione che mi ha colpito molto per la sua determinazione e la sua energia. Abbiamo passato un weekend incredibile, io e Lisa, lunghe chiaccherate, confidenze, musei, camminate e giri in barca. Ho conosciuto alcuni dei suoi amici, musicisti, dottori con velleita' artistiche, ballerine, che hanno portato una tanto sospirata ventata d'aria fresca, spontaneita' e creativita'. Un bellissimo fine settimana, di arte, cultura, riflessione e nuove amicizie di quelle che nascono automaticamente per la gioia di condividere e confrontare le proprie esperienze. Mi ci voleva proprio un po' di tempo per me. Per capire quali sono le mie priorita' e ridefinire i miei obiettivi. Al mio ritorno ho trovato John Smith distrutto con appena l'energia di sussurarmi "sono esausto, non so come fai..." prima di sprofondare in un sonno profondo. Come faccio? Mah...faccio, punto! Ma ogni tanto bisogna e ripeto bisogna avere il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle per un paio di giorni e pensare a se stesse, per ricaricare le batterie. L'amore per le mie figlie e' immenso, lo dimostro loro ogni giorno e non mi stanchero' mai di farlo e durante quei due giorni 1/2 mi sono mancate moltissimo. Devo pero' sforzarmi di ricordare che, oltre ad amarle, devo essere felice e pensare anche a me stessa senza nulla togliere a loro. Spesso noi mamme ci sforziamo di dare il buon esempio ai nostri figli, ci concentriamo per insegnare loro attraverso le nostre azioni, siamo talmente impegnate ad amarli che tendiamo a dimenticarci di noi stesse e quindi passiamo ai nostri figli un'immagine orribile di mamma stanca, trasandata, insoddisfatta come se fosse indispensabile mettere le nostre ambizioni ed il nostro benessere psico-fisico in secondo piano per essere "brave mamme" senza renderci conto che ci stiamo trasformando nell'esatto contrario. Scusate, non volevo farvi la predica, sto scrivendo piu' per me, per ricordarmi queste cose nei momenti in cui perdo di vista la "big picture" perdendomi nei dettagli. Ho passato sei anni a fare la mamma a tempo pieno con tante rinunce, spesso non necessarie e non richieste. Voglio che le nane pensino a me come ad una mamma felice per se' e per loro, perche' amare non significa rinunciare a tutto il resto, anzi. Basta inutili sensi di colpa quindi ed avanti con un nuovo capitolo: "Io, mamma felice".

5 comments:

supermambanana said...

amen sorella! :-)

Mamma Cattiva said...

Well done!

wwm said...

quanto hai ragione!

lastaccata said...

Carissima, nulla di più sacrosanto. A saperlo, ti facevo un fischio e ci venivo anch'io a Chicago.

Pocahontas said...

Propongo una fuga di massa per un weekend terapeutico l'anno prossimo, Si accettano suggerimenti sulla destinazione!