Monday, November 2, 2009

Parole, parole, parole

Riesco solo ora a mettere insieme le mie idee sul post precedente Shouting is the new Spanking, come al solito sono in super ritardo ma almeno, alla fine, ci arrivo! Ho notato altri post dedicati allo stesso articolo (theitalianmom, per esempio) e grazie alla segnalazione di supermambanana ho letto la traduzione del pezzo su La Repubblica (anche se dal titolo si direbbe che il traduttore non abbia capito un emerito nulla dell'articolo). Vivendo negli Stati Uniti da un po' di tempo ho letto quell'articolo e non solo sono rimasta nauseata dal dito puntato (ma possibile che non ne facciamo una giusta) ma ho anche colto tra le righe quell'atmosfera sottile che regna sovrana da queste parti, la ricerca della perfetta apparenza. Mi spiego meglio: "madre snaturata, non ti permettere di gridare al tuo figliolo, potresti creargli danni emotivi immani!" e via di occhiatacce al supermercato se il tono della voce si inasprisce con i pargoli. Poi pero' succede una cosa per me buffissima, tornati a casa una grandissima percentuale di questi genitori che due minuti prima si sono indignati di fronte ad una piccola sgridata da parte di un altro genitore, abbandonano i figli davanti alla televisione con un piatto di zuppa in scatola. Buffo, no? Sono punti di vista...
Ci sono altre cose dell'articolo che mi hanno infastidito, al di la' delle divisioni culturali, ditemi voi chi dice al proprio figlio che non vuole lavare i denti: "stai facendo una scelta sbagliata". No seriamente! Ora rispetto la pedagogia ma mi sembra davvero esagerato, ci sono dei limiti da rispettare, certe cose non sono scelte dei nostri figli ma nostre responsabilita' di genitori. Ti devi lavare i denti. Devi essere educato. Devi ascoltarmi. Devi dormire. Non e' cattiveria ma buon senso, i bambini hanno bisogno di essere guidati ed educati con serenita' ma anche con determinazione. Altro punto che mi ha fatto ribaltare dalla sedia "Experts suggest figuring out ways to prevent situations that make you most prone to yell. If forgotten homework sends you into the stratosphere, make sure the children have their books and notebooks packed and waiting by the door before they go to bed." No scusate, ora non voglio passare per la matrigna cattiva...ma IO devo inventarmi strategie per fare in modo di non gridare??? IO??? Non il bambino/a che dice: "caspita pero' ieri ho dimenticato i compiti di sopra e la mamma si e' infuriata magari magari se oggi li porto giu' per tempo mi risparmio una sgridata!". Non voglio che le nane abbiano paura di me ma voglio che mi rispettino come io rispetto loro, perche' rispetto significa amore. Non so...saro' strana io, chiamate i l telefono azzurro se volete, ma io qualche sana sgridata alle nanerottele la faccio e non credo che questo le mandera' sul lettino di uno psicanalista in futuro!

7 comments:

ITmom said...

eccomi qui a dire la mia. leggendo il famoso articolo io prima di tutto mi sono riempita di sensi di colpa, poi ho iniziato a pensare: 'ecco forse dovrei essere così, devo sforzarmi di migliorare etc etc', il tutto alla ricerca della perfezione. poi però, anche grazie ai post come questo, ci rifletto su e inizio a pensare a come dobbiamo sempre adeguarci a dei modelli, imposti da altri. modelli del 'perfetto genitore', della 'moglie perfetta', della 'donna perfetta'. e che cavolo!!! va bene che viviamo in una società che impone delle regole di convivenza, che finalmente ha fatto delle conquiste importanti come 'non mettere le mani addosso ai figli', ma come dici bene tu, è nostro dovere crescere degl individui responsabili e che conoscano i limiti da rispettare. quindi se io non sgrido mio figlio, non otterrò mai che lui si faccia lo zaino per andare a scuola, con un 'tesoro, potresti per favore preparare il tuo zaino così domattina è tutto pronto?', la risposta è semplicemente inesistente, gli entra da un orecchio e gli esce dall'altro. allora, forse mio figlio non è un figlio perfetto, e forse io non sarò una madre perfetta, ma l'obiettivo primario mio è la sua educazione, nel rispetto suo e degli altri. il politically correct portato all'estremo mi ha sinceramente stufata. funziona nei film, nei romanzi, non nella realtà.

Pocahontas said...

...standing ovation cara itmom!...

wondermamma said...

Beh. per fortuna non sapendo bene l'inglese i sensi di colpa non mi sono venuti! :)
Ho capito penso il senso dell'articolo precedente (ma è tutta da vedere) e ti dirò una cosa. Qnd le mie figlie non si vogliono lavare i denti le opzioni sono:
n.1- spiegazione di cosa sia una carie e del perchè è giusto lavarsi i denti;
n.2- descrizione brutale degli streptococchi, così da convincerle a lavarsi bene bene;
n.3- fai pure, ma se ti viene una carie il dentista lo pago con i tuoi soldi del salvadanaio...
n.4- ok i soldi me li dai tu, ma sappi che quando finiranno e le carie restanti ti faranno cadere qualche dente, gli altri te li faccio cadere io!!!
Di solito l'ultima urlando!

Perchè diciamocelo NON E' POSSIBILE NON URLARE!
Sarà che sono da sola a far rigare dritto tre bimbe vivacissime ed esuberanti, viziate dall'altra parte di famiglia. Sarà che i bambini ti mettono sempre alla prova del tipo "vediamo oggi quanto durano i nervi della mamma?", sarà che a volte se non urlo la mia voce in mezzo alle loro grida non si sente nemmeno...
Io sono convinta che, specialmente sulle cose importanti (e quelle pericolose), bisogna essere ferme e decise. Ognuno con il suo tono e il suo timbro naturale.
Ma è importante AFFIANCARE a questo "modo di essere" le cose fondamentali dell'educazione.
Cioè far di tutto perchè i propri figli crescano intelligenti, generosi e CONSAPEVOLI della vita.
Importante è la coerenza nel proprio comportamento.
Io sono coerente tanto nell'urlare quanto nell'essere disponibile a spiegare, ad insegnare, ad amare. E i figli lo sentono.
Se non devono fare una cosa e io sono CERTA di aver già spiegato loro il PERCHE' non devono farla, la prima volta glielo dico tranquilla, la seconda ci provo, ma la terza urlo alla grande, perchè vuol dire che mi stan prendendo liberamente per il c***!
E sono regine nel farlo!
Un ultima cosa e poi chiudo...
Il mio ex marito non urlava praticamente mai, non diceva parolacce, era sempre tranquillo con loro. Poi se ne è andato con un'altra, ha rovinato due famiglie, vuole convincere le mie figlie che i genitori separati sono la normalità e che loro sbagliano a soffrirne...
Una persona che non urla non è per forza un buon esempio di vita!
Io, anche se urlo, faccio di tutto per esserlo.

Chiediamoci solo cosa vogliamo insegnare ai nostri figli.

VereMamme said...

sono consapevole di portare sempre la conversazione sulla mamma e non sul bambino ("cosa voglio io come mamma" "come mi sento io, mamma") e lo faccio anche come bastian contrario verso la cultura bambino-centrica che ci impone un modello per cui dobbiamo riempirli di "attenzioni di forma", come dice pocahontas. ma veniamo a noi. Io spesso urlo e mi sento male perchè sento che ho perso il controllo. quella è la discriminante. se alzo la voce ma il mio stato d'animo è sotto controllo, sto esercitando una scelta, quella di usare un tono deciso. ma se divento preda di un attacco di nervi (e capita, ahimè, a tutte) subito dopo cerco di fermarmi, riflettere, capire come migliorarmi. e magari chiedo scusa, via i sensio di colpa ma benvenuto miglioramento. ecco, lo faccio per stare meglio IO. E se sto bene io staranno bene anche loro. si cresce non attraverso i sensi di colpa, ma cercando di realizzare le nostre parti migliori.

Pocahontas said...

@Wondermamma: concordo sul porre dei limiti anche urlando se necessario. Minacciarle di usare i loro soldini per curare le carie? Con le mie non funziona ancora non hanno il concetto dei soldi quindi io dico che poi i denti cadono se non si lavano bene (il terrorismo a volte da i suoi frutti ;))
@Flavia: Pienamente d'accordo, perdere il controllo non e' piacevole (ma capita), l'urlata liberatoria piena di frustrazione non e' certo l'esempio che vorremmo dare ai nostri figli. E' bello chiedere scusa, capire e tornare indietro, non e' facile e a volte ci seppelliamo nei sensi di colpa invece di voltarci ed ammettere ai bambini che abbiamo fatto un errore.

wwm said...

quoto flavia.
ci sono ovviamente urlate ed urlate.

comunque vorrei spostare l'attenzione su quello che scrivi degli americani. hai ragioni. ci sono dei paradossi incredibili e ridicoli.

posso dirti che mi è capitato di essere guardata male, anzi malissimo perchè "colta" a sgridare con voce decisa mio figlio. Difficimente mi capita di urlare quando sono fuori.
Conosco bene QUEL tipo di sguardo.
E mi fanno ridere. Perchè come dici tu poi n casa piazzano i bambini davanti alla televisione, li rimpinzano di schifezze per far stare buoni i più piccolini, videogames su videogames...

MammainCina said...

...guarda...sfondi una porta spalancata, i miei mostri sono entrambi in una scuola a modello americano, e a me si accapona ogni volta la pelle...se uno risponde male ad un insegnante o non fa il suo dovere, gli viene fatto notare che quella non è una scelta giusta..."Pensi di aver fatto la scelta giusta? Pensi che lo rifarai? Pensi che sia proficuo per il tuo futuro?" Mi dite voi se un ragazzino di 12 anni che ha risposto male ad un insegnate ragiona sul suo futuro o è semplicemente un ragazzino che ha bisogno di una punizione da ragazzino?
Io continuo a fare la mamma come la faceva la mia mamma...due sane sgridate non hanno mai portato dallo psigologo nessuno.